
Quando si avverte che la società ti rende sempre meno protagonista delle tue scelte, avviluppandoti nel suo asfissiante abbraccio e ti fa ostaggio di un sistema dove l'illusione e la speranza diventano le uniche, concrete aspettative, il senso di ribellione ti pervade fino a renderti insensibile alle esigenze degli altri e sei spinto a pensare che se riesci potrai fottertene degli altri che al momento ti servono solo come mezzo per raggiungere il tuo scopo.
Fermiamoci un attimo ...... sottraiamoci alla folle corsa verso l'egoismo di massa, all'individualismo atto a soddisfare solo i nostri bisogni ignorando il mondo che ci circonda.
Ricordiamoci che la sofferenza nell'uomo non può essere misurata secondo il nostro metro di giudizio, la soglia di sofferenza di altri uomini non è più elevata, gli altri non hanno maggiore sopportazione relativamente a privazioni e sofferenze, dobbiamo riflettere quando togliamo a qualcuno qualcosa di cui noi non faremmo a meno.
Riappropriamoci della nostra umanità e forse potremo organizzare la nostra vita in modo autonomo senza bisogno di odiosi input sociali condizionanti.
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chi ha qualcosa da dire, lo dica.... tra arte pensieri e fantasie c'è da spaziare ma ditelo con garbo ok?