mercoledì 12 febbraio 2025

L'intera vita, un viaggio nel tempo e nei ricordi

***** L'attesa. ******* 

Era il lontano 1956 il parto di Pina tardava, si era agl'inizi di febbraio, la neve iniziò a cadere fitta, copiosa come mai era accaduto prima e, cosa sorprendente, fu che tutta questa neve, stava cadendo sulla città di Napoli, che mai aveva visto una tale quantità di gelidi fiocchi bianchi accumularsi in vere e proprie montagne. Quell'anno, tutta Italia venne travolta da un'ondata di freddo, che ancora oggi si ricorda, tanto che la grande Mia Martini, ha immortalato quell'evento, con una sua canzone dal nome inequivocabile "La nevicata del 56" e chissà che quello non fu la prima avvisaglia che il tempo iniziava una mutazione, che oggi conosciamo come cambiamento climatico.(Ma ciò è solo un'ipotesi). Vito il marito di Pina, quasi a voler propiziare il parto della moglie, fece un gesto scaramantico e con tutta quella neve a disposizione, modellò un pupazzo proprio sul davanzale della finestra e destino volle che, da li a poco, il 14 febbraio, proprio nel giorno di San Valentino, nacque Giovanni, nome dato in onore del nonno paterno, era il loro primogenito, chiamato sin da subito col diminutivo di Gianni. 

Gianni alla nascita pesava ben 5,5 chilogrammi e venne concepito a casa, come usava a quel tempo, ma i problemi non mancarono, perchè il suo vagito tardava ad arrivare, tanto che il medico, arresosi, lo diede per morto, così, quel fagottino inanimato fu lasciato sul letto. La disperazione e la determinazione di babbo Vito, esplosero con impeto, a quei tempi non si navigava nell'oro, ma lui, corse a prendere tutta la riserva di danaro, che aveva conservato da tempo, per una possibile emergenza, la mise sul tavolo e rivolto al medico, con decisione disse: "Salvi mio figlio", fu così che il medico, sollecitato fortemente, dalla disperazione di Vito e dalle banconote sul tavolo, riprese le pratiche per rianimarlo, quegli istanti furono lunghissimi, ma alla fine Giovanni emise il suo primo vagito e la gioia fu infinita per tutti in casa. Gianni nacque ricoperto dal sacco amniotico, comunemente definito camicia, quindi "nato con la camicia" e stando alla tradizione popolare, "bambino fortunato". A dispetto della sofferenza iniziale, Giovanni, bimbo nato già grande, ben presto divenne, ancor più paffuto e rubicondo, nei mesi successivi fece la felicità di zie e parenti e tutti facevano a gara per coccolarlo. Al tempo non esistevano ferree regole alimentari, o forse è meglio dire che vigeva la regola, di non far mai mancare il cibo ai bambini, che doveva essere abbondante e somministrato senza orari prestabiliti. Giovanni, nato già come un torello, non disdegnava di essere rimpinzato e mangiava senza sosta. 

 ** Il secondo bambino. **

La famiglia, formata da Vito, Pina e il piccolo Gianni, dopo un anno e otto mesi, si arricchì di un altro bimbo, che chiamarono Pasquale, questa volta in onore del nonno materno e, anche lui, si giovò del dimiutivo, così tutti lo chiamarono Lino, i due fratelli avevano tratti differenti perchè Gianni, era più somigliante a Vito, mentre Lino a Pina. I due fratelli quasi coetanei, crebbero giocando assieme e mamma Pina, talvolta si disperava, perchè entrambi, vispi e gioiosi, non erano certo degli angioletti. In casa, le prime foto, dei due bambini, scattate allo studio del fotografo, campeggiavano orgogliosamente sul comò, Vito pur non avendo un impiego fisso, si dava da fare in ogni modo e all'epoca si ingegnava a vendere qualsiasi cosa, girando in tutta Napoli e zone limitrofe, poi dopo tanto peregrinare, trovò lavoro in un'agenzia dell'INA assicurazioni, al tempo si occupava di fare polizze, cosiddette "INA Casa" i cui gadget erano delle casette salvadanaio in legno, che spesso portava a casa, dove la curiosità di Gianni e Lino, come tutti i bambini, era stimolata da tutto ciò che era nuovo ed inusuale, così per anni le casette, non essendo un giocattolo ma materiale di lavoro, per ovvi motivi vennero custodite molto in alto sulla libreria, diventando oggetto di desiderato per i due piccoli. 

* Il primo distacco dalla famiglia. *

Arrivò il tempo della scuola, Gianni, abituato a crogiolarsi negli affetti familiari, paragonabili a morbida bambagia, mostrava difficoltà a integrarsi nel tessuto sociale scolastico, era come disinteressato, distante dalle prime prove di "discilina" e con la testa sempre tra le nuvole a fantasticare. 

Il banchetto improvvisato con una tavola di legno e qualche cartone, posto sotto il palazzo della scuola, dietro il quale siedeva una vecchia signora, era pieno di macchinine giocattolo colorate e caramelle nere di liquirizia, (le barchette) quello si che era molto attraente, altro che quei banchi di scuola, che al contrario, mettevano angoscia al piccolo Gianni, che doveva confrontarsi con i primi compiti delle elementari.

*********** I teschi. *********** 

Nello stesso quartiere della scuola, c'era il mercato, che si svolgeva giornalmente sotto i portici, Pina faceva una gran fatica a controllare i due piccoli diavoletti, mentre faceva la spesa e talvolta, per disperazione, li portava entrambi in un luogo veramente spettrale. A Napoli non mancano certo le chiese, ma questa aveva una particolarità, su due colonne scure ai lati del cancello d'ingresso, c'erano due teschi, preludio del mondo sotterraneo dell'aldilà. Posto al di sotto del piano stradale, c'era e cè ancora oggi, un grande ossario, lì sotto l'odore di stantio, di muffa e umidità, era pungente, ma per Gianni e Lino era tra i momenti in cui si doveva far silenzio, le sensazioni erano contrastanti, rispetto per i morti, paura per qei teschi accatastati e sfida al proprio coraggio. Le ossa e i teschi, erano ben in vista, si potevano addirittura toccare, ma in un angolo un ossario molto più piccolo degli altri, vedeva raccolta molta più gente, che lasciava oggetti di vario tipo nella nicchia ricavata nel muro, quello che non capivano i due fratellini, era il motivo per il quale alcune persone pregavano, mentre altre inveivano contro questo teschio con relative ossa, mistero poi appreso negli anni successivi, da chi ha studiato le storie della tradizione napoletana. 

********** Vito e il lavoro. ********** 

Gli anni passsavano e nell'altalena dei vari lavori, le cose per Vito non andavano bene, dopo molti impieghi, provò anche la strada della fabbrica, parentesi finita in brevissimo tempo, che in quegli anni significava principalmente Italsider di Bagnoli, ma il suo modo di concepire la vita era distante anni luce da quell'ambiente asfissiante, opprimente e tossico, lui aveva sempre lavorato all'aperto, fatto centinaia di chilometri al giorno per portare a casa il cosiddetto pezzo di pane e la sua abilità oratoria e prontezza di spirito, rispetto a nuove situazioni, gli aveva consentito di cavarsela sempre benone. Purtroppo il momento era talmente difficile che lo costrinse a trasferisi con la famiglia anche se solo temporaneamente, in casa di una cognata sorella di Pina, Zia Rita e successivamente dai genitori, sempre di Pina, casa in cui viveva anche l'altra zia, Elena, donna dolce, mai sposatasi e poverina, con perenni forti mal di testa. Per i due Bambini, questa nuova condizione fu solo una variazione sul tema della loro esistenza, ma niente di traumatico, anzi, grazie alla presenza di zie e nonni divenne una sorta di vacanza. Verrà poi ricordata come parentesi divertente da entrambi i fratellini, che non si accorsero affatto delle difficoltà, anche grazie a mamma Pina che non faceva trapelare nulla, il pane bagnato con lo zucchero era una merenda buonissima ma era soprattutto frutto della misera situazione momentanea, bisogna però dire, che al tempo rappresentava la merenda per molte famiglie con bambini. Nonna Francesca, madre di Pina, Rita e Elena, chiamata da nonno Pasquale affettuosamente, Chicchinella, la mattina attendeva il passaggio del contadino con il suo carrettino e comprava dei dolcissimi fichi, Gianni e Lino ne erano golosi, li mangiavano con il pane, ma anche l'uva, dai chicchi grandi e dal sapore intenso, era un alimento da mangiarsi rigorosamente con il pane, "o filon" sempre immancabile, perchè contribuiva a saziare il pancino dei due fratellini. A Napoli le occasioni per mangiare erano veramente infinite, grazie agli ambulanti che passavano nel quartiere Santa Chiara, alcuni vendevano panini con la ricotta, altri passavano con un calderone pieno di pannocchie bollite, alcune donne invece, le vendevano cotte sulla brace, agli angoli dei vicoli, poco fuori di casa a livello strada "e vasch" (in italiano "i bassi"), altri ambulanti ancora, vendevano un'acqua particolare dal sapore ferroso, chiamata "Acqua e Mummr" contenuta in piccoli recipienti di terracotta, i gelsi nelle grandi foglie, la trippa condita con, limone e sale contenuti in un corno, che fungeva da spruzzatore. La domenica, il ragù non mancava mai a casa, nonna Chicchinella, nella piccola cucina, preparava il sugo con la carne per ore e Gianni e Lino vivevano tutto ciò con grande felicità. Purtroppo la situazione di crisi durò più di quanto Vito avesse voluto e si arrivò ad una decisione che mamma Pina digerì mal volentieri, Gianni venne mandato dai nonni paterni a Vergato un paese in Emilia Romagna, vicino Bologna, lì nonno Giovanni, (da cui prese il nome Gianni) e la nonna Giuseppina, fecero frequentare la quinta elementare al loro amato nipotino, tenendolo con loro per un intero anno. Gianni fu così proiettato in un nuovo mondo, la scuola rimaneva un luogo per lui ostile e arrivarono presto le lamentele della maestra riguardo il rendimento, erano tempi in cui, nelle scuole di paese si usava ancora il pennino da intingere nell'inchiostro, il cui calamaio, trovava il suo alloggiamento in un foro del banco e non mancarono gli incidenti con conseguenti, enormi macchie, su quaderni e grembiule. Nonno Giovanni, pur essendo una persona pacata, riflessiva, moderata, trovò sconveniente l'atteggiamento della maestra, che con il suo rigore, non mancava di criticare il nuovo scolaro napoletano, tanto che nonno Giovanni, non esitò a considerarla troppo schierata contro il sud Italia. Gianni, per quanto svogliato nell'apprendere e distaccato da quel mondo, se gli capitava qualche argomento che lo interessava veramente, (e non era frequente), stupiva per freschezza e precisione nell'esporre il concetto dell'argomento, superando anche i migliori della classe.

****** Vergato. ******* 

Il ricordo di Vergato resterà indelebile nella mente di Gianni, che compiva i suoi primi passi nelle conoscenze, nei rapporti con le persone e nelle regole di comportamento, ma ciò che ricorderà con grande gratitudine, sarà l'impegno di nonno Giovanni che ogni pomeriggio, si sforzava per fargli fare i compiti, ma anche molto altro lasciò il segno, come la nonna, sempre amorevole, che faceva dolci e biscotti, la vicina che spesso gli portava la polenta, sua maestà "La Pinza", dolce da forno fatto con la mostarda bolognese, le passeggiate a Cerglio, le fonti di acqua fresca di Tolè, la coppia di signori anziani da cui andava in visita assieme ai suoi nonni, luogo in cui gli veniva offerto il thè con quegli straordinari biscottini fatti in casa con cui si rimpinzava, il fiume Reno, sulla cui riva passava bellissimi momenti assieme a nonno Giovanni, la chiesa con un Cristo che sembrava uscire dall'abside ad accoglerti a braccia aperte, il giocare nei giardini, con le siepi dall'odore forte e pungente che circondavano il parco, l'inverno con la neve ecc. Nonno Giovanni era un appassionato di elettronica e dopo aver fatto il corso "Radioelettra", che all'epoca si faceva per corrispondenza, costruì bellissimi apparecchi radio, impegnandosi molto, fino a realizzare un giradischi stereo con due casse acustiche, che per quel periodo, (era il 1966), era una novità. Per casa c'erano disegni con schemi di circuiti elettronici, tracciati con matita e righello, poi riportati su basette di bachilite e con l'inserimento di componenti, come condensatori, resistenze e valvole, usando il saldatore, il nonno faceva magie, dando vita a fantastiche radio. In quell'anno Gianni seguendo nonna Giuseppina in cucina, si appassionò alla pasticceria casalinga, perchè la nonna faceva pan di spagna, ciambelloni, biscotti morbidissimi e profumati al limone, le casatelle (un tipo di frappe) e i calzunciell, dolci di pasta sfoglia con ripieno di ricotta, ripassati nel miele, tipici della cucina Lucana. Entrambi i nonni erano originari della Basilicata e precisamente di Grassano un paesino in provincia di Matera, si trasferirono a Vergato, perchè nonno Giovanni ebbe l'opportunità di essere assunto in comune come Economo, figura che curava la regolarità e l'efficienza nel comune di Vergato. 

************ Il gioco. ************ 

Il tempo passa veloce, Gianni riunitosi alla famiglia, assieme a Lino non perde occasione per recarsi ai giardini in piazza Bellini, accanto al conservatorio di Musica, dove giocavano pericolosamente, saltando tra le antiche mura di rovine romane, l'incoscienza dei due vista oggi è pura follia ma, per loro era soltanto sfida e prova di abilità. Finite le elementari per Gianni arriva la prima media, ancora una volta un cambiamento, si sente spaesato, come in un mondo alieno, le materie, i compagni, le nuove regole, i professori che cambiano ad ogni materia, la sua mente vaga fuori dalla finestra estraniandosi da quel mondo che per lui è asfissiante, opprimente, senza senso, tanto che a fine anno viene bocciato anche per la condotta. Il suo mondo è fuori da quella gabbia, vuole collezionare figurine, rincorresi con altri bambini, giocare a pallone, esprimere la propria fantasia in libertà, ma quello che gli sembra ancor più adrenalinico, è quanto avviene nei giardini di fronte la scuola, quando all'uscita diversi ragazzini, si danno battaglia, nascosti tra le siepi, si lanciano sassi, (si sassi veri) e non senza conseguenze, tanto che un giorno, uno di quei piatti in ferro, smaltati con la classica riga blu su tutta la circonferenza, lanciato da un rivale di fazione, gli arriva sull'arcata sopraccigliare, tutto avviene in un nanosecondo, proprio mentre si sporge dalla siepe, viene colpito, ciò gli provoca uno squarcio al sopracciglio con relativo sanguinamento. Gianni non piange, torna a casa e con fare quasi indifferente, si presenta a mamma Pina, che appena lo vede viene quasi colta da un malore, viso e grembiule insanguinati, ma lui con fare fiero si mostra quasi orgoglioso, minimizzando, segue la corsa all'ospedale dove il medico sentenzia, "qui servono alcuni punti di sutura" Vito, il babbo, che è accorso prontamente, ancora una volta mostra la sua determinazione e in forte apprensione, pensa che i punti potrebbero lasciare una cicatrice, che finirebbe per deturpare il bel volto di Gianni e insiste "no niente punti" così con l'insistenza strenua di Vito, medicano il sopracciglio di "Gianni il terribile", con la polvere di Penicillina, garza e nastro adesivo per pronto soccorso. 

************ Santa Chiara, ************* 

Mentre la vita delle famiglie di quel tempo scorre tra grandi sacrifici e piccole gioie, i due fratelli hanno ormai i pomeriggi ben organizzati, tra i due c'è complicità, caratterialmente, Gianni è di sicuro lo scapestrato mentre Lino, ha atteggiamenti più responsabili, hanno preso a frequentare la Basilica di Santa Chiara, dove talvolta servono messa, li c'è un frate di nome Odorico, che gestisce l'oratorio, organizzando partite di calcetto, oltre a gestire l'ambiente ricreativo, dotato di biliardini, tavoli da ping pong e giochi vari, per i ragazzini essere in questo ambiente equivale a stare in un luogo protetto, perchè pochi passi fuori dalla chiesa, ci sono ragazzi di strada, violenti e spietati, "gli scugnizzi", chi passa in quell'area difficilmente ne esce indenne, ogni scusa è buona per essere, sfottuti, presi a parolacce o beccarsi schiaffi gratuitamente. Il lavoro di frate Odorico era veramente meritorio, cercava nel suo piccolo, di preservare quanto di buono c'era nei ragazzi, togliendoli dalla strada e dando loro un riparo sicuro, la sera erano ancora in tanti fuori dal grande portone della chiesa, quando Odorico lo chiudeva, salutando tutti. Per alcuni anni Gianni e Lino frequentando la chiesa, poterono godere della magnificienza del chiostro maiolicato, monumento storico, ancor oggi annoverato tra le bellezze di Napoli. All'epoca era area riservata ai frati di rango superiore e non era permesso ai ragazzi di andarci, ma talvolta qualcuno di loro veniva mandato nel chiostro, proprio da frate Odorico, per consegnare qualcosa o semplicemente il pasto per qualcuno di loro, ovviamente non in momenti di preghiera. 

***************** Milena. ********* 

Nell'anno 1964, una bimba di nome Milena venne data alla luce da mamma Pina, unendosi ai due fratelli, ampliando di fatto la famiglia, il suo nome lo si deve ad una bambina che proprio Gianni, nelle varie visite ai nonni a Vergato, conobbe, erano le prime avvisaglie di pulsioni e infatuazioni. 

*** La famiglia, si trasferisce. *****

Vito, dopo essersi risollevato da momenti bui con il lavoro, finalmente trova la svolta, lo hanno nominato agente della casa editrice Garzanti, ma a Latina, assegnadogli un'agenzia, ora può gestire il suo lavoro sull'intero territorio di Latina e provincia, così si trasferisce con la famiglia. La sua intraprendenza, gli consente di avviare l'atività con ottimi risultati riuscendo a creare un portafoglio clienti importante, sguinzaglia rappresentanti in tutta la provincia di Latina e le opere di Garzanti si vendono come il pane, talvolta la presenza della sua squadra di rappresentanti, in alcuni paesi, suscita un tale interesse che per strada, c'è chi li chiama per invitarli a casa e farsi illustrare le opere enciclopediche ed acquistrle per i propri figli studenti. Al tempo si acquistava a rate e tutti o quasi, potevano permettersi un'opera enciclopedica e in Garzanti c'era veramente da scegliere tra, storia antica e moderna, filosofia, scienza, letteratura, la Garzanti pubblica anche "La Sacra Bibbia" in 4 volumi con illustrazioni pregiate, una serie di monografie sull'arte, con illustrazioni di opere pittoriche dei più famosi artisti al mondo, oltre all'opera principale chiamata "Enciclopedia Europea". Vito, dopo tanto peregrinare, in questa attività, mette tutto l'impegno di cui è capace e sfrutta con grande profitto, la sua esperienza nelle relazioni ed è un'immensa soddisfazione poter dare alla propria famiglia una buona stabilità economica. Gianni ormai tredicenne, con il suo modo un pò sfacciato e la sua spiccata fantasia, fa presa sui ragazzini del suo quartiere, il calcio, grazie anche ad un bel campetto sempre a disposizione, diventa importante, tanto che babbo Vito, vista la sua abilità in campo, vuole iscriverlo ad una squadra, ma un dolore ricorrente all'inguine, fa fallire il proposito. Con la scuola continua il calvario per Gianni e si ritrova con Lino, più assennato e riflessivo di lui che lo ragiunge in prima media.

*************** La sorpresa. ************ 

La prima bicicletta arriva una sera, quando Vito torna a casa e la consegna ad entrambi i ragazzi, si tratta di una Chiorda con cambio e manubrio stretto, quasi una bici da corsa, salito in sella, Gianni sfreccia nella via sotto casa, il vento tra i capelli è una sensazione nuova e fantastica, spinge forte sui pedali, innestando la marcia più pesante, ma anche la più veloce, la nuova esperienza è elettrizzante, a turno fanno giri sulla bici, fino a quando Vito decide che si torna a casa. 

********** Il paese in collina. ********* 

Per Vito le cose vanno molto meglio, ora ha una bella casa presa in affitto e il lavoro va a gonfie vele. In quel periodo, rimane stregato dalla bellezza di Roccamassima, un paese posto a circa 730 metri di altitudine e a 40 minuti d'auto, da Latina, Vito è di quelli che non ci pensa su e, contagiato dai genitori di un amico di Lino, prende in affitto una casa nel paesino. Da quel momento ogni scusa è buona per andar su e incontrarsi con amici, anche loro appassionati di Roccamassima e fare tavolate, passando i fine settimana in allegria. Vito ha un atteggiamento sicuro, propositivo, cordiale con tutti e gli piace di divertirsi, ben presto riesce a coinvolgere altre persone, del posto e non, finanche il prete, partecipa a riunioni di natura festosa, tanto che dopo le celebrazioni di rito, quando gli impegni eclesiastici sono terminati, è proprio lui a ospitare in canonica serate in compagnia, dove partecipano amici con le proprie famiglie e sono serate di grandi risate con vino e cibo che non mancano mai. Questo sarà un lungo periodo che durerà anni, tutte le feste come Natale, Pasqua e i fine settimana, la famiglia partiva per Roccamassima dove si trovava sempre qualcuno con cui fare la carne alla brace e bere del buon vino locale. 

********* La reginetta del ballo. ********* 

Intanto Milena cresce, ha quasi 8 anni è una bella bambina con capelli neri e occhi vispi, gioca tranquillamente con le sue bambole, ma Gianni talvolta, si unisce a lei in un gioco chiamato la reginetta del ballo. Gianni non perde occasione per fare qualche dispettuccio alla sorella e spesso Milena ancora piccola, si arrabbia, tanto che mamma Pina, deve intervenire a placare gli animi. Ken, Barbie, Big Jim, sono spesso gli artefici dei giochi di Milena che con qualche amica, resta a giocare per ore, nel tinello di casa. 

********** Il motorino. ************ 

Intanto Gianni e Lino hanno avuto in regalo il loro primo motorino, Vito, grazie ai mille contatti, conosce anche il concessionario dell'autosalone, che ha dei ciclomotori nuovi, così quando arriva a casa, cavalcando il piccolo due ruote, Gianni e Lino restano basiti, hanno entrambi idee chiare sulle linee, potenze e prezzi di quei mezzi ma sono spiazzati, si trovano davanti quello che non si aspettano, dinanzi ai loro occhi, un "Modial 50" con motore minarelli e carburatore da 19, con un lunghissimo serbatoio ed un minuscolo sellino, anche questa volta, Vito ha stupito i fratelli. Siamo negli anni tra il 1971 e il 1975, iniziano così le giornate con amici motorizzati, in quegli anni per i ragazzi, il motorino non era solo un mezzo con cui spostarsi, ma rappresentava qualcosa molto vicino alla sfida ed era un proliferare di modifiche ai motori due tempi, marmitte a spillo e gare di velocità. Con il Mondial per Gianni e Lino, gareggiare contro altri motorini era la normalità e a meno di non icontrare motori modificati, ne uscivano sempre vincenti. Per rendere l'idea di quanto quel motorino fosse particolarmente avanti, c'è da citare l'episodio in cui, due agenti della polizia municipale, fermarono Gianni e Lino che giravano in due sul Mondial, che di per sè, costituiva un'infrazione ma con l'aggravante di essere su di una sella a dir poco striminzita, i due agenti motorizzati, però, invece di contestargli l'infrazione, iniziarono a guardare il motorino e si soffermarono sulla ruota anteriore che era equipaggiata con un freno a disco, cosa che all'epoca non esisteva su mezzi così piccoli, commentando con piacevole stupore la linea affusolata e il livello tecnico del piccolo mezzo, così, i due fratelli, se la cavarono solo con una romanzina e la promessa di non viaggiare più in due, promessa disattesa ovviamente. Il periodo fu veramente pieno di mille cose come capita a tutti gli adolescenti.

*********** Le fidanzate. ************ 

Arrivano le prime fidanzate, Gianni fa piccole esperienze con le ragazzine ma a differenza dell'atteggiamento sicuro, quasi sfrontato, con gli amici, nei confronti delle ragazze è impacciato, si perde negli occhi azzuri di una ragazza bionda friulana, una bellezza nordica, quasi da sembrare una Svedese, gli amici e chi lo conosceva, speravano in una loro separazione per poterne approfittare e qualcuno lo diceva apertamente, anche se con un sorriso divertito. La loro storia non durò moltissimo, Gianni con i suoi 18 anni, lei quasi 15, troppo giovani per legare bene, anche se, tempo dopo, si ritrovarono e vissero un altro breve periodo assieme, ma alla fine si lasciano definitivamente. 

****** Il servizio militare *****

Il tempo scorre tra le dita come acqua e arriva il servizio militare, Gianni ha acquisito esperienza ma resta sempre quella sensazione di disagio nell'affrontare il nuovo, le situazioni sconosciute lo mettono a disagio e prevale più il fastidio, che la voglia di conoscere cose nuove, è come se gli mancasse quella fiducia in se stesso che da sempre lo affligge. Viene inviato a Cassino per il C.A.R. (Centro addestramento reclute), la caserma è una bolgia infernale, conosce un'umanità variegata, ragazzi stranissimi, impauriti, nostalgici della famiglia, c'è chi piange per aver lasciato la ragazza, chi ha problemi gravissimi con i genitori, altri sfacciati che tengono testa ai caporali che in questi centri sono come Generali, ma trova anche alcuni con cui lega. Sottostare alle regole militari non rientra nei suoi progetti e sebbene si presti malvolentieri, quello che deve fare, cerca di farlo al suo meglio. Marce infinite ..... Anfibi pesanti ....Passo! .... Cadenza .... sermoni del capitano, la puntura in petto con tanto di foto ed il giuramento alla patria, due coglioni così. Poi il colloquio con un maresciallo: Hai la patente? che auto hai guidato? ecc. alla fine del C.A.R. lo spediscono a Roma all'autogruppo della Cecchignola dove diventa autiere. Per 7/8 mesi gli affidano il servizio di prelevare colonnelli e marescialli, ogni mattina, la ronda lo svegliava alle 5,00 lui si preparava, prendeva il pulmino 850 Fiat recandosi a Torrevecchia, prima tappa, dove prelevava un tenente colonnello, già piuttosto anziano, poi facendo il giro assegnato, ne prendeva su altri cinque portandoli puntuali alla caserma comando, dove i militari lavoravano. Gianni dopo questo servizio è pressochè libero, deve attendere le 14,00 per riaccompagnare i militari a casa, anche se resta a disposizione. Per pranzo rientrava in caserma, ma spesso pranzava nelle mense degli ufficiali, perchè ne accompagnava qualcuno a pranzo. 

*** Gli amici..... le ragazze .... la notte a Napoli  ****

Chiuso il capitolo militare, torna a casa con quasi 10 chili in più, le tazze di cioccolato i dolciumi e la vita sedentaria gli hanno fatto prendere peso, ormai ha 20 anni e passa il tempo con gli amici di piazza San Marco, erano tempi in cui ci si conosceva tutti, si suonava la chitarra e si ascoltava ottima musica, ma giravano anche spinelli di hascish e altre droghe molto più pesanti, Gianni pur essendo un ragazzo libero di pensiero, non si lascia troppo tentare da questa tendenza, che pur lo attornia giornalmente, perchè la sua attenzione è mirata sulla musica, infatti con Giancarlo, Lino, Sergio, Vito, Pasquale e Dino, (formazione che cambia nel tempo) hanno formato un gruppo e si esercitano sin da quando avevano 16 anni. Gianni spesso ha con se la chitarra e dopo anni di esercizio comincia ad avere una buona padronanza dello strumento, ma sono anni in cui ci si sposta, si fanno mille cose, si va ai concerti e si conoscono ragazze, nello stile del periodo, si discute animatamente di questioni etiche e di politica. In quel momento, Gianni frequenta una ragazza dal fisico minuto, di nome Linda, è attratto da lei per il suo modo di porsi fuori dagli schemi, non sa di preciso cosa sia che lo attragga, ma ciò basta a fargli passare diversi mesi assieme a lei, che ritiene stimolante per i suoi atteggiamenti stravaganti. Non essendoci molto da fare, sia in piazza, che lungo il muretto della prefettura, si suona la chitarra, qualcuno porta l'armonica, si chiacchiera, ma ciò avviene durante la settimana, perchè nei weekend si va a Roccamassima dove per Gianni c'è un ulteriore divertimento. Con gli amici, che vengono da diverse zone del Lazio, Roma compresa, si organizzano feste, Gianni con Giancarlo, anche lui con la famiglia contagiata da Roccamassima, suona in piazza ad una festa e le ragazze non mancano, la sera si va a ballare in locali improvvisati nei garage e in locali sotto le case, si intrecciano amori momentanei e ci si diverte da matti. In genere, dopo essere stati col nutrito gruppo, assieme alle ragazze, spesso, sul tardi, i soli ragazzi, con l'auto di qualcuno di loro, (in genere era di un genitore) andavano a Segni, dieci chilometri più a valle, per gustare la crema di caffè, ma una sera, qualcuno tra gli amici presenti, parla di fare un viaggetto, questa idea piace tanto a Gianfranco, che dopo un breve conciliabolo, mette a disposizione la propria Mercedes (di quelle grandi e diesel) e in cinque partono senza pensarci un istante. Gianni e Lino sono Napoletani e conoscono Napoli. E' estate, il caffè freddo è la prima meta ed è subito una sorpresa per gli amici, perchè a Napoli servono il caffè freddo a granita, cosa inusuale per altri posti, si va a Mergellina, dove trovano un ambulante che vende la trippa, un altro ha i taralli al pepe e mandorle nella cesta, Napoli è viva con tanta gente, anche se è già oltre mezzanotte, si va al molo a guardare il mare e con l'orologio che corre, i cinque decidono di tornare all'auto. Arriveranno a Roccamassima con un cambio di autista, perchè Lino si mette alla guida, vedendo Gianfranco crollare dal sonno e ci porta sani e salvi fino alla meta. Mamma Pina, sempre vigile non poteva non accorgersi del mancato rientro dei due fratelli e poco prima di avvertire Vito e metterlo in allarme, i due rientrano a casa che sono ormai le 5,00, risollevando Pina da un'enorme stato d'ansia. 

********** Il lavoro. ********** 

A circa 22 anni, dopo tanti mesi di puro far niente con i tanti amici, Gianni si rende conto che senza denaro o quasi, non è una vita degna, quindi è pronto ad impegnarsi ed è proprio quello stato di inedia totale, che ormai lo pervade da tempo, ad aiutarlo a superare i primi momenti in cui si trova in una ditta tessile, dove vuole cominciare con il piede giusto, quindi, è rigoroso, schematico, addirittura maniacale nell'eseguire il lavoro assegnato. Questa opportunità, gli arriva dopo circa un anno d'attesa in cui Vito, il babbo, si raccomanda ad un suo amico che nella ditta, è praticamente dirigente, nonchè anche azionista anche se minoritario. finalmente Gianni ha un lavoro, egli stesso è consapevole di non poter ambire a molto, visto che in tanti anni, non ha raggiunto uno straccio di diploma, ma lui ha le idee chiare, vuole essere utile e non importa in quali mansioni deve operare, così lo assegnano al magazzino dove impara molto velocemente la sua mansione. In questa nuova realtà, gli ci vuole pochissimo a capire una cosa basilare, tutto ciò che ha sempre considerato vecchio, stantio, inadeguato, compresi i pensieri autarchici ed egoistici, semplicemente è solo una sua idea ottimistica della società, qui c'è un mondo rivoltato, sotto sopra, tutto quello che fin ora ha pensato della società è come una chimera, in fabbrica gli sembra di essere piombato direttamente nel medio evo, lui ha una visione del mondo mirata alla crescita sociale, alla parità dei diritti, ad un cosmo pieno di temi importanti, ai valori dell'amicizia in senso alto, anche se è conscio che talvolta però sono solo teorici, ad una società in continua evoluzione, dove ognuno si sforza per contribuire senza chiedere nulla in cambio, a non essere succubi di nessuno, bene, qui le tematiche sono così di basso livello, basiche, elementari, egoistiche e retrograde, da considerarle distanti anni luce dal suo sentire interiore e ne resta molto impressionato. 

********* Rosa, futura moglie. *********

Passano solo pochi anni, in azienda si trova bene e nonostante si senta quasi sempre estraneo in questo ambiente, fa di tutto per essere coinvolto e soprattutto si prodiga nel lavoro, venendo apprezzato dai colleghi e superiori, anche se in molti, sotto sotto, capiscono che non si tratta di un ragazzo semplice con cui trattare. 

Solo molto più avanti avrà riscontro del suo valore/impegno, quando lo valorizzeranno, mettendolo a capo del magazzino, inquadrato al V° livello impiegatizio, dove si confronterà anche con il sistema gestionale della qualità aziendale, che lo impegnerà molto. 

Le donne in questa fabbrica tessile, come è ovvio, non macano, lui però non ha certo, nè l'atteggiamento, nè la capacià del "conquistatore o Don Giovanni" ma fatte alcune amicizie, sempre solo di scambi di opinioni del momento, trova in Rosa, una ragazza semplice, timida, poco avvezza a conoscenze maschili, lei viene da Roma, ma è originaria del Paese di Cori, ci vuole un pò di tempo prima che Gianni e Rosa si accordino per restare assieme la sera dopo il lavoro. Rosa abitando a Roma deve prendere l'autobus e alcune volte Gianni l'accompagna, poi i due decidendo che il tempo per stare assieme è troppo poco, stabiliscono che saltuariamente, Rosa rimanderà la partenza per Roma e Gianni l'accompagnerà con la propria auto, una vecchia 124 FIAT. 

I pomeriggi dopo il lavoro dalle 17,00 circa alle 19,00, sono un modo per conoscersi e per entrambi sembra andare piuttosto bene ed è allora che Gianni decide che è il momento di fidanzarsi. Rosa è più grande di Gianni di circa 7 anni, ma la sua mentalità aperta, considera questa differenza di età, che per molti, all'epoca poteva rappresentare un vero tabù, semplicemente una convenzione sociale e visto che è un anticonformista incallito, se ne fotte altamente. La conoscenza con i genitori di Rosa avviene velocemente, viene acolto con affetto e dopo neanche un anno, a febbraio del 1981 si sposano a Roma, al campidoglio, con rito civile, proprio nella sala, dove molti personaggi della TV e dello spettacolo in generale, sono convolati a nozze. 

****** Marianna. ****** 

Nel 1982 nasce Marianna, una bimba dai capelli neri e occhi espressivi, il parto è piuttosto complicato, ma Rosa supera le problematiche derivanti e dopo essere stata a casa per i mesi di maternità, torna a lavoro assieme a Gianni. Appena dopo essersi sposati, Rosa, smette di viaggiare giornalmente con il pullman, lo ha fatto per circa 12 anni e, assieme a Gianni, vanno a vivere in un appartamento a Latina, quindi adesso con Marianna, sono una famiglia. 

******** La casa. ******* 

La vita varia, le esigenze crescono e nel 1987, si presenta la possibilità di acquistare una casa tutta loro, il nido dove potranno trascorrere la vita intera, ma le loro finanze, pur lavorando in due, non sono certo eccelse e devono essere molto accorti. Il lavoro che per anni si è dimostrato stabile e continuo, comincia a scricchiolare, proprio quando il mutuo della casa è in atto e le rate semestrali non possono attendere. La cassa integrazione, il cambio societario, l'amministrazione controllata del tribunale, i licenziamenti, il nuovo acquirente, sono lunghi anni d'incertezza in fabbrica, ma ciò nonostante Rosa e Gianni, con la piccola Marianna che cresce amorevolmente, accudita dalla nonna e dal nonno, sono pronti ad affrontare le difficoltà, fin quando Rosa nel 1992, viene licenziata per esubero di personale, fa il periodo di cassa integrazione e resta senza salario, Gianni prende sulle proprie spalle ogni spesa senza farsi scoraggiare, affronta anche periodi di lavoro extra in azienda, ma un anno, con i soldi che bastano solo per il mutuo, ad agosto, trova un amico restauratore, disposto a tenerlo con lui come aiuto, preziosissimo gesto per Gianni, che così riesce a sopperire alla mancanza di liquidità momentanea. 

In un altro periodo, va a lavorare, i fine settimana presso il ristoranrte di un conoscente, come addetto alle cucine. Come nell'altro lavoro, dove impara l'arte del restauro, con la gomma lacca, l'utilizzo delle retine abrasive e dello sverniciatore, qui si diverte e impara a prozionare la frutta come le angurie, le ananas, fare montagne di macedonia e alla preparazione di sorbetti oltre ad altre incombenze richieste in cucina, Gianni è determinato, sa che questo tribolare, finirà ed è prioritario non mollare.

**** Il matrimonio di Marianna. ****

Gianni e Rosa vedono la loro unica figlia diplomarsi e impegnarsi nel lavoro, Marianna, da adolescente, è sempre stata molto responsabile e non ha mai chiesto soldi, tranne che per le normali esigenze, il rapporto con lei, è sempre stato aperto, da entrambe le parti, la sua indole generosa, purtroppo la porterà ad affrontare alcune disavventure che la proveranno, ma senza mai intaccare le sue convinzioni e credere nei propri principi. Dopo essersi trasferita al nord con l'intento di cercare un lavoro meglio retribuito rispetto a quelli che ha svolto, non trova ciò che cerca e torna nuovamente nel Lazio, dove tramite conoscenze e inserzioni, con la sua perseveranza, inizia a lavorare presso una catena di negozi e pochi anni dopo trova il compagno della sua vita. Thomas il suo futuro marito, come lei, ha sempre lavorato e gravita nello stesso mondo lavorativo di Marianna, caratterialmente aperto, estrovaerso e generoso, convivono e poco tempo dopo nasce Nicholas, un bellissimo bimbo, così nel 2016, decidono di sposarsi. Oggi la loro famiglia si è arricchita di un altro piccolo angioletto di nome Leonardo. 

******* Il quadro è completo. ********

Gianni e Rosa hanno fatto il loro percorso di vita e sono in pensione, la loro esistenza è stata vissuta con leggerezza, complicità, concretezza e tanta determinazione, per arrivare agli obiettivi prefissati, oggi sono nonni felici e sanno che il loro cammino, sebbene a tratti scosso dagli eventi della vita, che però non hanno intaccato la loro visione del futuro, ha fruttato il migliore sviluppo possibile, rappresentato da capisaldi importantissimi, come la famiglia assieme alla loro amata figlia Marianna, il lavoro, la casa e oggi, anche un altro figlio acquisito, Thomas, oltre a due bellissimi bambini da amare. 

FINE

martedì 7 marzo 2023

Contenuto preso da Instagram.
Avrei voluto scrivere qualcosa del genere ma questo è proprio il concetto che cercavo.

venerdì 3 marzo 2023

La vita che hai in grembo, è per me una grande e gradita sorpresa, tanto da considerarla un prodigio. Dopo 8 anni in cui hai donato a noi nonni una vita arricchita della presenza del bellissimo Nicholas, oggi che sei all'ottavo mese di gravidanza, stai per allargare la tua famiglia con la presenza del secondo genito, il quale richiederà un impegno ulteriore, ma porterà di sicuro nuova allegria, speranza e frizzantezza nelle vostre giornate. Noi nonni siamo raggianti per questo nuovo evento e quando potremo tenere tra le braccia il piccolo nascituro lo circonderemo d'affetto come abbiamo fatto con Nicholas che siamo certi sarà un fratellino amorevole e protettivo. Tiferemo ogni giorno per voi, con tutte le nostre forze, augurandovi felicità immensa, sicuri che, con l'esperienza acquisita, affronterete ogni difficoltà con la saggezza e la responsabilità che una nuova nascita impone. La vita scorre veloce, caotica, inaspettata e talvolta ci stupisce, ma non c'è sorpresa più bella di assistere alla nascita di una nuova vita che cambierà inevitabilmente i ritmi e le nostre abitudini, ma con l'aiuto reciproco e l'amore immenso che si prova nel cuore, ogni sacrificio diventa possibile. La famiglia è quel luogo di unione, in cui non si valutano i pro e i contro ma solo il bene di tutti e i bambini sono la strada principale che porta a comprendere come la spontaneità sia la chiave per una vita felice. Noi nonni diventiamo vecchi e le nostre forze non sono infinite ma, l'affetto e l'amore che ci pervade il cuore per tutti voi, sono più forti che mai, auguriamo al piccolo nascituro il meglio che la vita possa offrire e a voi di accudirlo con la massima serenità.

martedì 2 dicembre 2014

Urca che Natale




Sulle ali di un fantastico deltaplano su Digiland atterriamo,
tutti assieme in allegria nelle stanze ci riuniamo.
Nell'evento del Natale "tutti in video" a far cagnara
da Palermo a Pordenone ma passando per Bagnara

I nostri alberi di Natale, li abbiamo già allestiti
con chiacchiere, canzoni e battute esilaranti  
luci pulsanti, addobbi colorati, non sono altro che simpatici pensieri
di persone ben disposte a dipingere bei momenti con pastelli immaginari


L'allegria e il buon umore sembran esser contagiosi ma lasciato questo mondo, di colori e fantasie, quel che manca lo sappiamo,
son gli odori ed i sapori ma abbiamo la certezza che uscendo per le strade delle nostre cittadine
tra le luci di Natale, i sapori dei dolciumi e l'odore di camini li troviamo certamente in moltissime stradine
Un augurio ed un abbraccio a coloro che hanno poco
e per tendere una mano questo è il momento buono
Cari amici della chat divertiamoci stasera,
un abbraccio dalla slot, e …..dita sulla tastiera
                                     
                                      Buon Natale da Urca che stanza

giovedì 17 luglio 2014

Urca che stanza



Ogni giorno in questa stanza,
tra il sorriso e l'accoglienza,
con poesia e musica per ogni circostanza, 
passi il tempo in allegria
non importa se le rubriche peccano di inesperienza
impagabile è il momento di cordiale simpatia.
le diaboliche scenette realizzate con pazienza
da kipino, e utenti divertiti e consenzienti,
danno adito a risate e buon umore tra gli astanti.  
All'entrata, di sicuro riceverai il benvenuto
ma se non sei moderato da kipino verrai bannato
Con Romina, stanne certo il rompicapo è assicurato,
ti propone la parola e il cervello tuo è spacciato,
Se ti piace di parlare, cantare e recitare,
non tardare vieni in stanza e fatti configurare,
micol sempre cordiale
mette tutti in riga quando si tratta di contare.
Un bel ricordo legato ad una canzone
si trasforma in un momento di condivisione,
…..Molti sarebbero i nomi da citare ma…
Concediti uno spazio anche stasera in Urca vieni
e incontra il buon umore senza freni.

mercoledì 9 luglio 2014

Piccolo Fagiolino ……. Quando nascerai …… Nichoas




Piccolo semino, delicato petalo che cresci 
nel tuo nido e lotti ogni attimo.
Ora dopo ora ti crei il tuo spazio di vita,
il tuo combattere con tutte le forze per evolvere nel grembo, trova riscontro nella sofferenza della tua mamma che ti protegge cambiando il proprio percorso di vita.

Ti cura sin dal primo momento, quando ha sentito la tua dolce presenza dentro di se
non permettendo a niente e a nessuno di ostacolarti.
Quando distesa sul lettino, mamma ti ha visto sullo schermo di quella tv appesa alla parete, che irrequieto ti muovevi dentro di lei, un'emozione l'ha pervasa, alla tua vista  si è fatta mille promesse, in un attimo il suo cuore è diventato grande solo per te.

Cresci piccolo fagiolino, diventa grande nella pancia della tua mamma e matura fino ad uscire per assaporare l'aria di un'alba che per te sarà inizio.
Ti aspettiamo trepidanti, l'amore che già ti avvolge, esploderà senza riserve quando tutti noi, tenendoti tra le braccia ti coccoleremo e con delicatezza, mamma e papà ti avvolgeranno in un amorevole abbraccio, dandoti tutto l'affetto di cui hai bisogno e poi ….. e poi ....... sarà la vita.

domenica 13 aprile 2014

Dietro i vetri...... la pioggia




La campagna silenziosa, si fonde armoniosamente

con la linea ondulata dei monti,

attraverso i vetri chiusi della finestra, vedo la pioggia scendere,

è leggera, delicata e bagna la terra nutrendola di preziosa nuova vita,

i germogli sembrano crescere con ritmo accelerato

e il cuore segue la nuova rinascita con emozione.

Un raggio di sole illumina e rende più chiara

l’opera di questa pioggia miracolosa.

E’ scesa la sera e ai miei occhi, quella miriade di gocce,

sembrano essere milioni di scintille luminose

le vedo lontane, attraverso i vetri,

ora, sono diventate una pioggia di stelle. 



mercoledì 17 luglio 2013

Quando l'involuzione diventa abitudine.




Lungo il percorso di vita di ogni essere umano, le convinzioni come; La coerenza, gli obiettivi, l'onestà, ecc. sono messi a dura prova dagli eventi che si susseguono indipendentemente dalla nostra volontà. Il perché?  E' il mondo che cambia ed essendoci dentro, non ce ne accorgiamo subito ma solo a distanza di tempo, valutando quel dato momento bello o brutto che ci ha creato tanti pensieri per le scelte che abbiamo fatto e che in molti casi ci hanno cambiato la vita. 

In ognuno di noi albergano paure per le nostre azioni / scelte che ci apprestiamo a compiere, e che riteniamo necessarie, perché in coerenza con il nostro modo di concepire la vita in tutte le sue sfaccettature. Arriva quindi il momento in cui ti chiedi per quanto tempo puoi continuare a convivere a contatto con l'utilitarismo, l'edonismo, insomma con questa forma di egoismo sociale, che prescrive di salvare se stessi abbandonandosi all'idea illusoria, di essere i soli a sacrificarsi e meritare una pseudo legittimazione della propria felicità.

In tempi di crisi tutti sono più fragili ed è proprio in questi frangenti che, si palesa, in taluni casi, la vera natura meschina di alcuni esseri umani. I luoghi di lavoro sono probabilmente l'esempio più calzante per esporre questo concetto ma non solo. 

La negatività si vede anche nell'indifferenza tra le persone, come, le difficoltà di scambiarsi favori
o cortesie, oppure il timore di trovarsi in obbligo con gli altri che fa dimenticare cosa significa chiedere aiuto, o anche, il combattere a viso aperto per paura di essere giudicati ed in fine s'innalzano recinti di protezione che ci chiudono in una gabbia che noi stessi ci siamo costruita attorno.  

A me pare che l'umanità abbia scordato il concetto di bontà.    
Non abituiamoci all'involuzione personale e sociale, ricordiamoci che in testa non abbiamo un Bar-code ma un cervello. 

martedì 11 giugno 2013

Lavorano in nero pur essendo in cassa integrazione



PESARO – Truffa ai danni dell’Inps. L’hanno scoperta i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Pesaro, nell’ambito di una verifica fiscale eseguita nei confronti di un’impresa operante nell’entroterra pesarese. L’attività ispettiva ha permesso di accertare che, per gli anni 2010, 2011 e 2012, l’azienda in questione ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali appositi accordi per la cassa integrazione ordinaria, con i quali è stata stabilita una percentuale di riduzione dell’orario di lavoro dei propri dipendenti da 40 a 0 ore settimanali. Questa riduzione è stata integrata, poi, dai contributi erogati dall’Inps. Di contro, documenti amministrativi extracontabili, acquisiti presso la predetta azienda, hanno messo in luce, per gli anni 2010, 2011 e 2012, che la società ha omesso di contabilizzare migliaia di ore lavorative per rilevanti importi, corrisposti “fuori busta” al personale, che risultava in cassa integrazione guadagni ma, in realtà, prestava la sua opera lavorativa all’interno dell’impresa verificata.
Guardia di Finanza
Finanza in azione
Il comportamento tenuto dall’imprenditore ha fatto scattare, oltre alle sanzioni di carattere amministrativo ai fini previdenziali e assistenziali, la denuncia alla competente Procura della Repubblica dello stesso e di 18 dipendenti, per truffa aggravata nei confronti dello Stato, per contributi già percepiti, reato che prevede la reclusione sino a sei anni.
Non solo. Sono state contestate anche sanzioni ai fini amministrativi per ulteriori violazioni riscontrate ai fini fiscali per l’omesso versamento dell’Iva, Irap e Irpef., ammontanti ad un totale di oltre 500mila euro.
Dall’inizio dell’anno, diverse sono state le truffe scoperte ai danni dell’Inps, che hanno condotto alla denuncia di 31 persone, responsabili, a vario titolo, del reato previsto e punito dall’articolo 640 bis del codice penale, di cui 28 dipendenti e 3 imprenditori.
Tale azione di servizio ha permesso di accertare un’evasione alle imposte per oltre un milione di euro.
E' sempre bene che la società tenga presente che i costi di chi delunque ricadono sulla comunità in varie forme e questo, è solo uno dei tanti esempi.  

mercoledì 17 aprile 2013

sabato 16 marzo 2013

Camera e Senato... Fumata bianca




Laura Boldrini eletta tra le file di SEL, è la nuova presidente della Camera . 327 voti su 618 votanti.
Boldrini ha ricordato la sofferenza sociale di un'intera generazione, i giovani costretti a cercare lavoro all'estero, gli esodati ecc. Una standing ovation del centrosinistra e di M5S nell’Aula della Camera quando la presidente ha parlato della necessità di difendere i diritti delle donne.

Eletto al Senato Piero Grasso ,ex capo antimafia, eletto nelle file del PD ha ottenuto  137 voti  contro 117 di Schifani. Nel suo intervento ha detto: <straordinario, abbiamo il diritto della responsabilità di indicare un cambiamento possibile, dobbiamo iniziare una nuova fase costituente che sappia stupire e stupirci> 

Luis Alberto Orellana, senatore dell'M5S ha detto < riguardo al voto, non c'è stata l'unanimità nella decisione del nostro gruppo>. Ha poi aggiunto  Ha sottolineato che non c'è stato alcun contatto con Beppe Grillo.

sabato 19 gennaio 2013

Gianni P ti ha aggiunto alle sue cerchie e ti ha invitato a entrare con lui in Google+

Gianni P ti ha aggiunto alle sue cerchie e ti ha invitato a entrare con lui in Google+.
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domenica 9 dicembre 2012

Ancora un giorno nuovo .... Nà




Cammina   ....... cammina,......... guarda avanti come hai sempre fatto, non abbatterti mai per i momenti difficili e attendi il tempo necessario per realizzare gli obiettivi che ti prefiggi.

La tua esperienza ti insegna che in momenti complessi, è importante sapere di poter contare su una mano tesa che ti aiuti a riprendere il sentiero della tua vita.

Con la determinazione, dimostrata ogni giorno, non hai permesso alle difficoltà e alla fatica, di frenare il tuo cammino e ora sembri acquistare nuova linfa.

Conserva e custodisci gelosamente le tue piccole grandi conquiste, senza permettere a nessuno di sminuirle e diffida di chi ti propone fascinosi orizzonti che poi si rivelano solo miraggi che svaniscono inesorabilmente.

Lascia che l'affetto e l'amore di chi ti circonda possa sempre raggiungerti senza barriere e, considera che dietro un semplice piccolo gesto, può esserci.... un mondo costruito solo per te.      

martedì 4 dicembre 2012

La vita dentro di noi



Un giorno una fanciulla piena di fantasia e voglia di vivere guardandosi attorno si accorge che il suo mondo è ormai in stallo.

Giorno dopo giorno la sua vita si trascina senza armonia e, cosa peggiore, non vede sbocchi alla propria voglia di vita, immaginata piena di rapporti sociali, cose nuove e sempre eccitanti.

Tra le tante alternative, la sua irrequietezza, la porta al cospetto del cosmo virtuale, tentando di appagare la sua voglia di immagine e di comunicazione, non sempre convenzionali, dialogando con interlocutori senza volto, e prodighi di ricette di vita felice. 

Di tanto in tanto resta abbacinata da tante nuove atmosfere virtuali, e lo spiraglio di luce intensa sembra aprirsi davanti a lei. 

Con impazienza, attende un segnale per schiudere il palcoscenico della propria  vita, alla sfolgorante sua voglia di fantasia, preludio di una vita finalmente frizzante e variegata.

......Il tempo passa inesorabile, la sua fantasia è sempre fervida ma, ora sente forte il senso della vita, e abbandonate tutte le fatue illusioni del mondo virtuale, trova nei piccoli gesti quotidiani e nelle semplici espressioni della gente comune, la bellezza e l'allegria che tanto aveva cercato nelle luci sfavillanti che il suo cuore gli dettava. 

Crescere è andare inesorabilmente verso il futuro ......   

mercoledì 24 ottobre 2012

Figli contesi in una società allo sbando



Dopo che il divorzio è stato reso legale, con una sacrosanta legge di progresso sociale, non si può dire che tutti i coniugi separati, abbiano trovato la saggezza necessaria per la tutela del benessere mentale e fisico dei propri figli.

Oggi, in modo sempre crescente, si notano comportamenti che per una società che si ritiene evoluta, possono essere considerati, (detta con un eufemismo), spregevoli.
Le situazioni di conflitto sono ormai al limite della legalità, in nome di una presunta "propria ragione" da affermare a qualsiasi costo.

Troppe volte, in prima istanza, si sviluppa, una vera battaglia tra i coniugi per l'affidamento dei figli, e dopo per i contatti programmati, la lite si inasprisce per l'intransigenza, tra gli ex coniugi, sui tempi ed i modi, di gestire i contatti con i figli.   In alcuni casi odiosi, si arriva al rapimento, con conseguente latitanza in altri paesi, al fine di sottrarre il bambino/a all'ex partner.

Ritenere non idoneo un padre o una madre ad accudire un figlio, non è di per se una "bestemmia" in quanto non si nasce genitori, quindi tutti debbono imparare ma, se un gesto così inqualificabile è dettato dal rancore tra gli ex coniugi, allora come dicevo prima, la nostra società, non ha ancora imparato ad avere un livello accettabile di crescita civile ed una legge di progresso, può generare tante piccole grandi tragedie umane.

Gli aspetti sono molteplici e purtroppo molto complessi ma la considerazione è solo per sottolineare un aspetto deteriore che affligge e fa soffrire una moltitudine di persone.  

--
Gianni

giovedì 18 ottobre 2012

La scalata





Passare la propria vita a pretendere il proprio posto in alto,
Tentare incessantemente di scalare la società e non sempre con la serenità di guardarsi allo specchio in modo benevolo,
Prendersi piccole/grandi responsabilità con il cinico scopo/speranza di uscirne vincitori e con un po di danaro in più in tasca,
Approfittare dei momenti che si presentano scordando troppo presto la sofferenza di altri che soccombono nel crogiolo del massacro sociale,
Autoconvincersi di essere migliori, accettando compromessi in nome di un'illusoria continuità.

llusioni di una vita sbagliata, capovolta nel nome di una "giustificata" lotta quotidiana per la sopravvivenza.

La bellezza di essere idealisti è concedersi considerazioni che la pratica non ammette..... ma guai a non pensare !!
Buona vita a tutti.

giovedì 5 luglio 2012

Futuro?

La stanchezza, la visione pessimistica, per questo nostro mondo che non sembra essere più in grado di darci certezze, i giovani ormai sempre più disorientati davanti al nulla e all'arroganza di chi li vorrebbe evoluti, con idee innovative ma, piegati ed ubbidienti, come scimmie da circo.

 

Il nuovo ordine mondiale sta prendendo corpo e la crisi è solo il passepartout per modificare profondamente l'attuale mondo che seppur imperfetto ha ancora una pseudo connotazione di vivibilità umana.

 

Mi auguro che la mia sia solo una visione pessimistica ma consoliamoci perché in futuro, ci sentiremo tutti più giovani, da quando nel calcolo delle pensioni hanno inserito "le aspettative di vita" .

E' possibile che a 105 anni, saremo ancora con il curriculum in mano a cercar lavoro…. 


mercoledì 23 maggio 2012

A ricordo degli eroi .....la lotta contro la mafia

Scendere nei particolari sulla strage di Capaci che determinò la morte del Giudice Falcone e tutte le persone che quel giorno erano con lui, non è il mio intento, anche perché molte pagine sono state scritte e purtroppo quella che ci dice chi ha voluto questa morte, ancora non è stata scritta.

Il mio vuole essere un rispettoso omaggio per il grande lavoro svolto dal Giudice Falcone che, seppur costellato di delusioni, amarezze e di ostacoli invisibili, ha indirizzato la sua vita verso uno scopo sociale di grandissimo valore, liberare le persone dalla paura di esprimersi liberamente in territori dove la mafia stende il suo opprimente velo e costringe tutti ad un silenzio omertoso.
  
Oggi grazie al suo sacrificio molto si è fatto, purtroppo non abbastanza da sentirsi totalmente liberati da questo "cancro" che cambia pelle e rimane ben radicato in Italia.
Un grazie sentito a chi combatte il sopruso e la minaccia, senza tirarsi indietro davanti alle intimidazioni.
Grazie Falcone per il tuo prezioso insegnamento. 

mercoledì 16 maggio 2012

Rinasce la Primavera... Nà



............  Fuori da un guscio che ti legava nei movimenti, limitandoti in uno spazio angusto, cominci a vedere, attraverso le pareti lievemente trasparenti, seppur in modo sfocato, la nuova vita fatta di grandi spazi e luce solare, il calore scalda il tuo cuore fino a dargli un nuovo ritmo nel battito quotidiano.
Riprendi il tuo cammino fortificata e libera nel formulare i tuoi pensieri e realizzare i tuoi sogni.
Chi ti ha supportata e spronata, oggi ha il cuore pieno di gioia anche se ha dovuto superare prove difficili che hanno inciso, modificando e stravolgendo la propria esistenza, ma rispetto alla tua profumata nuova rinascita, tutto diventa piccolo ed insignificante .....Un cuore felice, contagia altri cuori.

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Benvenuti nel Blog dei pensieri e delle riflessioni in libertà... il tema? .... non so, ma è chiaro che quello che mi piace dire, cerco di dirlo con serenità.
Le idee, che mi appartengono, non vogliono essere altro che pensieri, visibili e senza scopi particolari, insomma, scrivere, parlare, quindi comunicare, è un'esigenza umana, diamogli sfogo senza limitazioni di mezzi.







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Se S.Dalì non fosse esistito, oggi avvertiremmo un vuoto e chissà se, surrealismo, avrebbe lo stesso senso che oggi gli attribuiamo.

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