
Proprio in questi giorni tra le notizie ascoltate qua e la, mi aveva colpito il concetto esprsso dal Papa nella sua enciclica e proprio oggi una collega, ha raccontato della visita di un alto prelato nella sua città, e delle aperte critiche nei confronti del capo del governo.
Durante la campagna elettorale, e anche dopo, si respirava un'aria di accondiscendenza da parte Vaticana nei confronti di questo governo, ma oggi sembra essere cambiato il vento e sempre più voci si levano a contestare le scelte operate dall'attuale esecutivo. Forse le spinte leghiste per l'approvazione delle norme discriminatorie (magari giudicate razziste) sull'immigrazione o forse le ronde capeggiate da esponenti dell'MSI alle quali poi tardivamente hanno revocate le licenze per operare in città, o forse l'ottimismo a tutti i costi non condiviso e certamente considerato "ILLUSIONISMO" .... chissà?
Caritas in veritate la nuova enciclica del papa, consta di 127 pagine, tutta incentrata sui grandi temi posti dalla globalizzazione dell'economia e dei suoi effetti sulla vita delle persone. Un'analisi economica e sociale sul XXI secolo e un richiamo etico per rendere meno ingiusto il futuro.
Tra i temi trattati,
L'economia etica, L'aumento del divario tra poveri e ricchi, Le discriminazioni sociali ecc...
Un paragrafo che tratta dell'immigrazione, dice: Gli immigrati che
recano un contributo significativo allo sviluppo economico del Paese ospite non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro. Non devono essere trattati come qualsiasi altro fatto di produzione.
Certo, debbo dire che nei confronti di temi come l'aborto, considerato illegale e non una legittima scelta individuale, non sono daccordo, ma il richiamo del Papa ad una maggiore rettezza dei nostri comportamenti, in un mondo che ormai sfugge alle ragioni della lealtà, in luogo della prevaricazione, economica e umana,
......NON GUASTA AFFATTO !!!!